Produttori cereali

Cereali

Il termine cereali non è una voce di classificazione botanica, ma il nome generico che raggruppa le piante erbacee con frutti da cui si può trarre farina. Oltre che le piante, il termine indica i loro chicchi e semi, da cui si ricavano prodotti come la granella. Fin dall'antichità, i Piceni, genti italiche che al tempo degli Etruschi abitavano il territorio tra Romagna, Marche e Abruzzo, utilizzavano i cereali come base dell’alimentazione.

La maggior parte del territorio agricolo italiano è destinato ai cereali; tuttavia la produttività raggiunge buoni livelli solo nel Nord. L’Italia è tra i principali produttori europei di frumento e la regione che viene al primo posto come quantitativo prodotto è l’Emilia-Romagna. Infatti l'Emilia-Romagna, condividendo il territorio della Pianura Padana, è una regione fertilissima (il rapporto tra raccolto e seminato è tra i più alti d'Italia); questo è il frutto di lavori di bonifica cominciati in epoche anche remote; la rete d'irrigazione e canalizzazione è efficiente e non per caso alcune delle più grandi aziende di macchinari agricoli, come la Goldoni e la Landini, hanno sede qui. Le colture tipiche sono cerealicole, soprattutto di grano.

La pianura ferrarese, fin dall'età medievale, ha dedicato alla coltivazione del frumento e degli altri cereali le terre più asciutte e fertili disponibili. Le terre alluvionali, pianeggianti e fertili della bassa valle del Po avevano fondato sulla produzione dei grani gran parte della loro economia agraria ma in un quadro molto diverso rispetto alle regioni del Mezzogiorno. Il paesaggio agrario ferrarese attuale ha mantenuto questa “vocazione” granaria con eccellenti risultati produttivi.

Un cereale che ha ottenuto il riconoscimento Igp è il “Riso del Delta del Po”. Nell'area del delta del Po ferrarese le prime forme di risicoltura ebbero inizio con gli Estensi, verso la fine del XV secolo. Fu però con le grandi bonifiche del Novecento che si avviò la coltivazione intensiva  di questo cereale, che ha segnato la struttura produttiva, sociale, urbanistica del Delta, trasformandone anche il paesaggio: le paludi sono diventate ampie risaie, dalle quali emergono ancora oggi, qua e là, i casoni di canna palustre, le antiche abitazioni dei braccianti e delle mondine. Attualmente le risaie del Delta del Po coprono circa 9.000 ettari di terreno, dove viene coltivato prevalentemente il riso Superfino, nelle varietà Carnaroli, Volano, Baldo, Vialone nano e Arborio. I chicchi di queste piante sono naturalmente sani e ricchi di sapore, grazie al clima mitigato dalla vicinanza al mare e alle frequenti brezze.

Anche per quanto riguarda la produzione di orzo le superfici destinate alla sua produzione sono equiparabili persino a quelle del frumento. L'orzo viene ampiamente coltivato per foraggio e per granella; in quest'ultimo caso, il cereale trova destinazione sia per l'alimentazione del bestiame che per la produzione del malto, a sua volta materia prima per la fabbricazione di birra, whisky, farina al malto e, secondariamente, surrogato del caffè.