Produttori miele

Miele

   

Nelle zone rurali dell'Emilia Romagna l’apicoltura è un’attività molto diffusa, in particolar modo lungo la Pianura Padana, caratterizzata da fioriture di leguminose quali l'erba medica, e la fascia appenninica, ricca di piante nettarifere tra cui lupinella, sulla, castagno, rovo, lampone, pruno selvatico, mirtillo ed erica.

Gli odori dell’Appennino Emiliano-Romagnolo sono quelli che ritroviamo nel suo miele: un misto dolce a volte reso più aspro dalla presenza di melata, con aromi diversi di fienagione o di prato. Anche se prodotto nella stessa zona, l’odore e il sapore, più o meno intensi, non sono mai gli stessi. Ogni anno cambiano esaltando il profumo di certi fiori o di altri a seconda delle fioriture prevalenti. Caratterizzato da sfumature diverse, questo miele è molto apprezzato e adatto a tutti gli usi.

A seconda dell’area dove sono posti gli alveari, troviamo: in tutta l’area del crinale appenninico delimitata dal confine regionale, il Miele del Crinale, che si presenta liquido subito dopo la smielatura e cristallizza più o meno rapidamente a seconda dell’origine botanica: può essere di lupinella, sulla, castagna, rovo, lampone, pruno selvatico, mirtillo ed erica; quindi le caratteristiche fisico organolettiche sono diversificate. In prossimità dei pascoli, dove l’erba medica cresce abbondante, il Miele di erba medica della pianura emiliano romagnola. Nella zona di Bagno di Romagna, Bibbiena, Chiusi della Verna, Poppi, Pratovecchio, S. Sofia, Stia, il Miele di melata di abete, denominato “manna di abete”; proviene dalla linfa e dalle secrezioni zuccherine degli afidi, in particolare della metcalfa pruinosa, è pertanto una miscellanea di più essenze floreali. Ha consistenza liquida, colore scuro, sapore balsamico ed è meno dolce dei mieli di nettare. L’odore è leggermente resinato, simile a quello dello zucchero caramellato. Tradizionale della zona preappenninica, proveniente da Tilia cordata (tiglio selvatico) e Tilia platyphyllos (tiglio nostrano), piante delle tigliacee alte fino a 20 metri comuni in diverse zone dell’arco Alpino tra 0 e 1300 metri di altezza, il Miele di tiglio: “mel tiglio” con fioritura tra maggio e luglio. Il miele di tiglio è pregiato ed è tipico della zona preappenninica. Ha un colore che varia dal giallo chiaro all’ambrato e un sapore piuttosto aromatico, di mentolo; l’odore è forte, leggermente mentolato.

Cos'è il miele?

Il miele è una soluzione zuccherina molto dolce, prodotta dalle api per nutrire le loro larve e per avere una riserva di cibo durante la stagione invernale. Le api operaie prima prelevano il nettare dei fiori e poi lo trasformano in miele dentro una sacca speciale che si trova nel loro apparato digerente. Il miele viene poi conservato in favi all’interno dell’alveare. Il miele d’api è composto di fruttosio, glucosio, acqua, enzimi e oli essenziali; è un alimento molto nutriente (100 grammi forniscono 330 calorie) e mentre il glucosio fornisce energia immediata, il fruttosio va a costituire una riserva energetica. Il colore e il gusto dipendono sia dalla fonte da cui è stato estratto il nettare che quanto tempo il miele risulta essere prodotto; in genere quello di colore chiaro è più pregiato di quello scuro. La cristallizzazione è un processo naturale che dipende dalla composizione e dalla temperatura. Prima di essere messo in commercio, il miele viene riscaldato a 66°C per sciogliere eventuali cristalli, quindi versato in contenitori sigillati per limitare il più possibile la cristallizzazione.