Ocarina di Budrio

L'ocarina di Budrio - detta ora anche semplicemente ocarina - è uno strumento musicale popolare a fiato, appartenente alla famiglia dei flauti, realizzato in terracotta, e deve il suo nome alla particolare forma che lo caratterizza che molto ricorda un'ucarina, diminutivo di oca in dialetto bolognese, un oggetto semplice e affascinante attraverso il quale si produce una melodia dalle inconfondibili sonorità. Il primo costruttore di ocarine fu lo stesso inventore Giuseppe Donati, che si formò un apposito laboratorio, prima a Budrio, poi a Bologna, infine a Milano.

La storia del piccolo flauto in terracotta, che ha reso noto nel mondo il nome di Budrio, è raccontata nel Museo dell'Ocarina e degli Strumenti musicali in terracotta Franco Ferri, unico al mondo, allestito negli spazi annessi all’Auditorium. Notevoli alcuni esemplari delle prime ocarine, risalenti a metà Ottocento, realizzate manualmente e senza l’uso di stampi dall’inventore Giuseppe Donati; quelle di inizio Novecento realizzate da Cesare Vicinelli, considerato lo Stradivari dell’ocarina; gli strumenti decorati con fregi liberty e dotati di uno stantuffo metallico prodotti dal budriese-londinese Alberto Mezzetti, fabbricante di ocarine dal 1870 al 1912.

I costruttori delle ocarine erano e sono molto di più che semplici artigiani, sono artisti a 360° dotati di una grande abilità manuale e un grande orecchio musicale. La realizzazione dell’ocarina non è cosa semplice avendo a che fare con un materiale come la terracotta che presenta non poche complicazioni nella lavorazione, problematiche che diminuiscono una volta cotta grazie alle potenzialità acustiche e fisiche. Ogni ocarina è un prodotto di eccellente qualità artistica fatto completamente a mano con particolari accorgimenti al fine di potere garantire una buona intonazione.