Olio extravergine

In Emilia Romagna, la presenza della pianta di olivo, nel territorio che ha come riferimento le prime colline a ridosso della “costa adriatica romagnola” (attuali province di Rimini e Forlì-Cesena), ha radici molto lontane che sembrano risalire all’età villanoviana. L’affermarsi della coltura è stato favorito nei secoli dal clima tipico di questo areale di coltivazione e più temperato rispetto ai territori più a nord della Romagna che risentono di un clima più rigido e tipicamente padano. Il comprensorio brisighellese, in provincia di Ravenna e alcuni limitati territori collinari della provincia di Bologna rappresentano le uniche eccezioni più a nord, per il loro particolare microclima adatto alla coltura.

L'Emilia-Romagna presenta un'olivicoltura da olio caratterizzata da prodotti di alto livello qualitativo; la presenza sul territorio di cultivar autoctone, le caratteristiche dei microambienti e l'adozione di tecniche razionali nella coltivazione dell'olivo, garantiscono l'ottenimento di oli ad elevato valore nutrizionale ed organolettico, anche se questo patrimonio olivicolo è limitato ad alcune particolari aree del territorio. L’olio di oliva delle colline romagnole è un olio di grande pregio, dalle rinomate capacità organolettiche, ancora poco conosciuto e apprezzato per la sua effettiva qualità.

Due gli olii extravergini d'oliva riconosciuti DOP: Brisighella DOP e Colline di Romagna DOP. La produzione del Brisighella è circoscritta a quattro comuni delle provincie di Ravenna e Forlì, caratterizzata da profumo intenso, colore verde smeraldo e sapore molto caratteristico che lascia in bocca una piacevole sensazione amarognola e piccante. Lo si ottiene dalla molitura di olive locali (la varietà nostrana Brisighella) raccolte direttamente dall'albero entro la data del 20 dicembre di ogni anno. L’olio extra-vergine di oliva Colline di Romagna prodotto dagli uliveti esistenti sulle colline delle Provincie di Forlì-Cesena e di Rimini è un olio dalle qualità distintive, per le eccellenti capacità organolettiche e la sua bassissima acidità. Sui Colli di Forlì e Cesena, il territorio compreso fra Roncofreddo, Montiano, Longiano e Borghi, è quello che assicura una consistente produzione di ottima qualità; aree vocate sono anche le alture di Modigliana e Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro, Cesena e Savignano.

Fonti statistiche della regione Emilia-Romagna riportano una superficie olivetata complessiva di circa 1400 ettari e un patrimonio olivicolo stimato in circa 300.000 piante, di cui il 70% in provincia di Rimini, il 20% in quella di Forlì-Cesena e il restante 10% in quella di Ravenna.

 Tipologie

L'olio extra vergine di oliva prodotto in Emilia Romagna viene ottenuto quasi tutto all’interno dei territori definiti e delimitati dai disciplinari di produzione che fanno riferimento alle Denominazioni di Origine Protetta “Brisighella” e “Colline di Romagna”. Il prodotto che si ottiene in queste aree possiede delle caratteristiche chimiche e soprattutto organolettiche che lo differenziano dagli altri tipi di oli prodotti in Italia e in Europa. Tali peculiari caratteristiche derivano dalla combinazione fra diversi fattori di cui i principali sono: le tradizionali varietà di olivo presenti sul territorio (Capolga, Carbunciòn di Carpineta, Colombina, Coreggiolo, Ghiacciolo, Grappuda, Nostrana di Brisighella, Orfana, Rossina, Selvatico); le caratteristiche dei terreni e soprattutto il particolare clima delle aree di coltivazione, con estati relativamente fresche e piovose che rallentano i processi di maturazione delle olive; le pratiche agronomiche, da sempre in uso, che prevedono una particolare cura nelle fasi di coltivazione e in particolare durante la raccolta manuale delle olive dalle piante.

Le caratteristiche dei terreni e le varietà di olivo coltivate concorrono a determinare la tipicità dell’olio extra vergine di oliva prodotto in Regione e ne condizionano quasi sempre l’aroma e il gusto che ricordano il frutto dell’oliva non completamente matura e appena franta. I fattori antropici riconducibili alle pratiche agronomiche, alla tecnologia di trasformazione e alla conservazione del prodotto fanno ormai parte della tradizione culturale del territorio e ricevono sempre maggiori attenzioni e cure da parte dei diversi componenti la filiera produttiva.