Caprino dell'Appennino Modenese

La zona di produzione e confezionamento del Caprino dell'Appennino Modenese è rappresentata esclusivamente dal territorio dei seguenti comuni della provincia di Modena: Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Guiglia, Lama Mocogno, parte di Marano sul Panaro relativamente alle frazioni di Ospitaletto e Festà, Montecreto, Montefiorino, Montese, Palagano, Pavullo nel Frignano, Pievepelago, Polinago, Prignano, Riolunato, Serramazzoni, Sestola e Zocca.

Si tratta di un formaggio "fresco" a pasta molle, ottenuto da latte di capra, ricco di proprietà armoniche uniformemente distribuite. Formaggio "fresco" poiché può essere messo in commercio dopo una stagionatura minima di 10 giorni, avente crosta molto leggera, di forma tondeggiante ed appiattita, con peso che varia da 400gr. a 1 Kg. Tradizionalmente si usa accompagnare il formaggio caprino con una fetta di pane fresco ma anche l'abbinamento con il miele di acacia è particolarmente gradevole al palato.

Probabilmente il latte di capra è stato il primo ad essere munto ed utilizzato dall'uomo, anche se nel tempo si è dato maggior impulso alla produzione del latte vaccino.  Il latte di capra ha un alto contenuto di calcio, è caratterizzato da acidi grassi a catena corta che lo rendono più digeribile rispetto al latte vaccino, è indicato anche nell'alimentazione dei bambini ed è ben tollerato da chi è allergico alle proteine di quello di mucca. Grazie a queste particolari caratteristiche, negli anni recenti, vi è stata una riscoperta dei formaggi di capra perché meglio rispondono alle esigenze di leggerezza, digeribilità e tollerabilità rispetto alle altre tipologie in commercio. La produzione del formaggio caprino può considerarsi una attività di nicchia poiché l'allevamento delle capre è consigliato in alpeggio e pertanto non si presta ad attività intensiva, tra le specie più comuni che ritroviamo sul nostro Appennino ricordiamo le razze Camosciata delle Alpi e Saanen francese.