Colli Piacentini

Piacenza è terra di vini da sempre. I primi vitigni furono coltivati dai paleoliguri e, in seguito, Etruschi, Romani, legionari latini, Galli e Celti coltivarono la vite o semplicemente produssero vino in questa zona. Nonostante questa successione di popoli, e quindi usanze e tradizioni, le origini della vitivinicola di Piacenza sono attribuite alle influenze greche. La coltivazione della vite bassa con ceppi ravvicinati e forti potature ne sono ancora oggi testimonianza. Il prestigio di questi vini nel corso della storia è documentato in numerosi scritti: basta sfogliare i classici latini per scoprire che perfino Cicerone parlava dei vini piacentini.

Nel 1987 l’Office Internationale de la Vigne et du Vin ha insignito Piacenza dell’ambito titolo di Città Internazionale della Vite e del Vino, un prestigioso blasone che riconosce l’alta qualità e la nobiltà di questi vini.

Il Colli piacentini si produce in numerosi comuni in provincia di Piacenza; per alcune tipologie vi sono aree di produzione specifiche, sempre però ricadenti in questa provincia.

La Doc Colli Piacentini comprende i seguenti vini: Monterosso Val D'Arda, Trebbianino Val Trebbia, Valnure, Barbera, Bonarda, Malvasia, Pinot Grigio, Pino Nero, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Novello, Vin Santo. La tipologia Vin Santo qualora prodotta nella sottozona di Vigoleno e risponda alle specifiche condizioni previste dal disciplinare di produzione può usare la menzione Vin Santo di Vigoleno. Si tratta di una delle più piccole Doc italiane per un vino dolce, da fine pasto, che viene prodotto ancora con le tecniche tradizionali dell’Ottocento. Le prime testimonianze storiche risalgono infatti al 1826 e ci parlano di un vino fin da allora particolarmente pregiato e costoso. Il Vin Santo di Vigoleno, dopo aver rischiato l’estinzione, continua ad essere prodotto con tecniche simili a quelle ottocentesche. Le uve vengono lasciate appassire sulla pianta e/o su graticci.

 Vitigno

Colli Piacentini Monterosso Val d'Arda: Malvasia di Candia aromatica e Moscato bianco: dal 20 al 50%; Trebbiano Romagnolo e Ortrugo: dal 20 al 50%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di Bervedino e/o Sauvignon ed altri vitigni a bacca bianca fino ad un massimo del 30%; Colli Piacentini Novello: Pinot nero e/o Barbera e/o Croatina (localmente denominata Bonarda): minimo 60%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione in Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 40%; Colli Piacentini Trebbianino Val Trebbia: Ortrugo dal 35 al 65%, Malvasia di Candia aromatica e Moscato bianco: dal 10 al 20%; Trebbiano Romagnolo e Sauvignon: dal 15 al 30%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione in Emilia-Romagna, fino ad un massimo 15%; Colli Piacentini Valnure: Malvasia di Candia aromatica: dal 20 al 50%; Trebbiano Romagnolo e Ortrugo: dal 20 al 65%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione in Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 15%; Colli Piacentini Vin Santo:  Malvasia di Candia aromatica e/o Ortrugo e/o Sauvignon e/o Marsanne e/o Trebbiano Romagnolo:  minimo 80%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione in Emilia-Romagna fino ad un massimo del 20%; Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno: Santa Maria e Melara minimo 60%; possono concorrere alla produzione di detto vino le uve dei vitigni Bervedino e/o Ortrugo e/o Trebbiano Romagnolo, nella misura massima del 40%; Colli Piacentini seguita da una delle seguenti menzioni di vitigno: Barbera, Bonarda, Cabernet Sauvignon, ChardonnayPinot Nero, Pinot Grigio, Sauvignon  corrispondente vitigno: minimo 85%; possono concorrere alla produzione di detti vini anche le uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatiche, idonei alla coltivazione in Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 15%; Colli Piacentini Malvasia: Malvasia di Candia aromatica: minimo 85%; possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve dei vitigni a bacca di colore analogo idonei alla coltivazione in Emilia-Romagna, fino ad un massimo del 15%.

 Caratteristiche

Aspetto

I vini della Doc Colli Piacentini, a seconda delle tipologie, all’occhio si presentano: Monterosso Val d’Arda: da paglierino a dorato; Trebbianino Val Trebbia: giallo paglierino o giallo dorato chiaro; Valnure: giallo, paglierino chiaro; Malvasia: paglierino o paglierino scarico; Barbera e Bonarda: rosso rubino; Pinot Grigio: giallo paglierino o ramato; Pinot Nero: rosso più o meno intenso o rosato o paglierino più o meno intenso; Sauvignon: paglierino anche intenso; Cabernet Sauvignon: rosso rubino, talvolta granato; Chardonnay: paglierino con sfumature verdognole; Novello: rosso rubino; Vin Santo: giallo paglierino, dorato; Vin Santo di Vigoleno: dorato o ambrato più o meno intenso.

Profumo

I vini della Doc Colli Piacentini, a seconda delle tipologie, hanno le seguenti caratteristiche olfattive: Monterosso Val d’Arda: delicato, caratteristico; Trebbianino Val Trebbia: vinoso, gradevole; Valnure: caratteristico, gradevole, aromatico; Malvasia: aroma caratteristico, anche intenso; Barbera e Bonarda: vinoso, caratteristico; Pinot Grigio e Pinot Nero: caratteristico; Sauvignon: delicato, caratteristico; Cabernet Sauvignon: caratteristico, gradevole, leggermente erbaceo; Chardonnay: gradevole, fine, fruttato; Novello: caratteristico, vinoso e fruttato; Vin Santo: intenso, aromatico, caratteristico, etereo; Vin Santo di Vigoleno: intenso, gradevole, fine, delicato, caratteristico.

Gusto

Il gusto delle diverse tipologie della Doc Colli Piacentini risulta: Monterosso Val d’Arda: secco o abboccato o amabile, fine e sottile di corpo, tranquillo; Trebbianino Val Trebbia: secco o abboccato, delicato, sottile, tranquillo; Valnure: secco o abboccato o amabile, gradevole, tranquillo; Malvasia: secco o abboccato o amabile o dolce, aromatico, fresco, tranquillo; Barbera e Bonarda: secco o abboccato, sapido, leggermente tannico, tranquillo; Pinot Grigio e Pinot Nero: secco o abboccato, fresco fine, molto gradevole, tranquillo; Sauvignon: secco o abboccato, armonico, fine, tranquillo; Cabernet Sauvignon: secco e abboccato, lievemente tannico, tranquillo; Chardonnay: secco o abboccato, armonico, fresco, tranquillo; Novello: secco o abboccato, acidulo fragrante e fruttato, tranquillo; Vin Santo: secco o dolce, morbido, armonico, intenso, aromatico, tranquillo; Vin Santo di Vigoleno: piacevolmente dolce di uve appassite, armonico, pieno, corposo, vellutato.

 

 

Gradazione

Il tasso alcolometrico volumico totale minimo per le varie tipologie dei vini Colli Piacentini Doc deve essere, rispettivamente: Monterosso Val d’Arda, Trebbianino Val Trebbia, Valnure: 11,00% vol; Malvasia: 10,50% vol; Malvasia passito: 14,00% vol; Barbera e Bonarda: 11,00% vol; Pinot Grigio: 11,00% vol; Pinot Nero: 11,50% vol; Sauvignon: 11,00% vol; Cabernet Sauvignon: 12,00% vol; Chardonnay e Novello: 11,00% vol; Vin Santo: 16,00% vol; Vin Santo di Vigoleno: 18,00% vol.

Età ottimale

L'invecchiamento del vino a doc Colli Piacentini Vin Santo deve avvenire per almeno 48 mesi a decorrere dal 1° novembre dell'annata di produzione delle uve, di cui almeno 36 in recipienti di legno; per il vino a doc Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno l'invecchiamento deve essere almeno di 60 mesi, di cui almeno 48 mesi in botti di legno a decorrere dal 1° novembre dell'annata di produzione delle uve. Per entrambi il periodo di invecchiamento in legno deve avvenire in botti di capacità non superiori a 500 litri.

 Zona di produzione

 Tipologie

  • Colli Piacentini Monterosso Val d'Arda (anche nella tipologia frizzante e spumante)
  • Colli Piacentini Trebbianino Val Trebbia (anche nella tipologia frizzante e spumante)
  • Colli Piacentini Valnure (anche nella tipologia frizzante e spumante)
  • Colli Piacentini Barbera (anche nella tipologia frizzante)
  • Colli Piacentini Bonarda (anche nella tipologia frizzante)
  • Colli Piacentini Malvasia (anche nella tipologia frizzante, spumante e passito)
  • Colli Piacentini Pinot grigio (anche nella tipologia frizzante e spumante)
  • Colli Piacentini Pinot nero (anche nella tipologia frizzante e spumante)
  • Colli Piacentini Sauvignon (anche nella tipologia frizzante)
  • Colli Piacentini Cabernet Sauvignon
  • Colli Piacentini Chardonnay (anche nella tipologia frizzante e spumante)
  • Colli Piacentini Novello
  • Colli Piacentini Vin Santo
  • Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno.

 Calice e servizio

Le tipologie dei Bianchi del Colli Piacentini Doc vanno serviti a temperatura di 10° in calici a media capacità a tulipano svasato. Il Monterosso Val d’Arda.

Le tipologie di Rossi del Colli Piacentini Doc si servono a temperatura di 18° in bicchiere a tulipano per vini rossi. Il Bonarda va versato a temperatura di 12°-13°, il tipo dolce in bicchiere alto e bombato a forma di tulipano chiuso, a 18° il tipo secco. Il Malvasia si serve a temperatura di 7°-8° se dolce e amabile in coppa larga per vini frizzanti dolci, a 10° il tipo secco. Il Pinot Grigio va servito a temperatura di 10°  in ampi calici che permetteranno una indispensabile ossigenazione del vino stesso. Il Vin Santo va servito a temperatura di 9°-10° in calici a tulipano di media capacità.

 Abbinamento con i cibi

Le tipologie dei Bianchi del Colli Piacentini Doc si abbinano con antipasti leggeri, pesce di acqua dolce, frittate, minestre asciutte. Il Monterosso Val d’Arda, se è dolce sta bene con frutta e dolci a fine pasto, se è secco si serve con pesce, antipasti e minestre asciutte.

Le tipologie dei Rossi del Colli Piacentini Doc si abbinano con minestre asciutte al sugo, carni arrosto, formaggi saporiti, cacciagione, brasati.

Il Bonarda, se è dolce sta bene con frutta e dolci da forno, se è secco si serve con carne o risotti. Il Malvasia, se è dolce sta bene con dessert e biscotti, se è amabile con formaggi dolci, se è secco si serve con antipasti, carni bianche e pesce. Il Pinot Grigio si abbina con antipasti, primi piatti delicati e raffinati, la versione spumante è idonea da aperitivo. Il Vin Santo si abbina con piccola pasticceria, dessert, formaggi piccanti, da meditazione.